sabato 23 agosto 2014

IL MONDO E' QUASI INABISSATO NELLA TENEBRA 5 AGOSTO 2014

1 commento:

  1. Caro Matteo senza saperlo ci hai spiegato il mito della caverna di Platone di questo passo anestetizzati non desideriamo più la crescita ne ci interroghiamo più sulla ricerca delle verità e di una saggezza più adulta.
    Infatti questo mondo di tenebre ci stà inglobando in un meccanismo ben descritto da Platone: " il mito della Caverna" divenendo tutti schiavi sottomessi alle rappresentazioni indotteci dal virtuale e dalla povertà d' animo oltre che dalla mancanza di un sano comunicare per uscire da ste tenebre entreremo in una tenebra totale posseduti dalle nostre fissazioni depressi dai meccanismi di chi non vive più a contatto con la realtà ma si aliena! Io la scultura peò la vedo speranzosa...uscire dall'inglobamento!
    Se ci fossero più eroi che si ribellassero ma spesso chi evidenza ciò: cioè che non viviamo di emozioni ma di rappresentazioni, viene accusato d'eser matto! vedi: http://renbri.blogspot.it/2012/05/il-mito-della-caverna.html
    Credo che nessuno più considera la sua condizione di schiavo, limitata e umanoide e se pochi giovani audaci si ribellano vengono chiamati disagiati sintomatici derilanti Il mito della caverna - Platone, La Repubblica, Libro VII Non c'è peggior ceco di chi non vuol vedere! Credo che occorre un forte spirito di cambiamento per non volere restare nelle tenebre, una rilettura del mito della caverna di Platone proiettando una immagine in cui noi , legati dalle nostre psicosi, siamo rappresentati come prigionieri al buio di una caverna che vedono immagini proiettate sulla parete, dobiamo uscire da ste tenebre altrimenti si raforzeranno le psicosi gli assoluti.
    Ciò potrebbe sempre più deprimerci poichè non viviamo di emozioni ma di rappresentazionie, tu stai cercando di dare a modo tuo anche questo e sei coraggioso ai uno stile tutto tuo poichè proclamare la fraternità universale e rischioso, chi si ribella al sistema viene accusato d'eser matto vedi: http://renbri.blogspot.it/2012/05/il-mito-della-caverna.html
    Credo che nessuno più considera la sua condizione di schiavo, limitata e umanoide e se pochi giovani audaci si ribellano vengono chiamati disagiati sintomatici derilanti Il mito della caverna - Platone, La Repubblica, Libro VII
    Non c'è peggior ceco di chi non vuol vedere occorre un forte spirito di cambiamento per non volere restare nelle tenebre una rilettura del mito della caverna di Platone proiettando una immagine in cui noi , legati dalle nostre psicosi, siamo rappresentati come prigionieri al buio di una caverna che vedono immagini proiettate sulla parete; solo il "Figlio" (voglia di ribellione cambiamento audacia coraggio superamento delle paure) ci fa conoscere la falsità delle ombre e vedere la verità nuova al di la della luce che ci abbaglia quando usciamo dalla caverna in superficie.
    Caro auguro come dici che cerchiamo un vero risveglio delle coscenze se rimaniamo nelle nostre "parti basse" non prenderemo mai consapevolezza ma ci accontentiamo di mediocrità illusorie gratificazioni personali "vittime della falsità l'inganno del mercato" e " l'abbandono più totale dell'ecosistema"

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